mercoledì 23 luglio 2014

STUDIO SCIENTIFICO: L'ESTRATTO ACQUOSO DI YERBA MATE RIDUCE I FATTORI DI RISCHIO ATEROSCLEROTICI

 2013 Aug;27(8):1225-31. doi: 10.1002/ptr.4856. Epub 2012 Oct 10.

Aqueous extract of Yerba Mate tea lowers atherosclerotic risk factors in a rat hyperlipidemia model.

Abstract

Yerba Mate tea (Mate) is believed to be a natural source of cardioprotective lipid-lowering and antioxidant compounds. In this study, the antihyperlipidemic and antioxidant effects of Mate tea in a rat hyperlipidemia model were investigated. Male Sprague-Dawley rats were divided randomly into five groups and fed varying diets: standard diet, hyperlipidemic diet, and hyperlipidemic diet supplemented with low, moderate, or high concentrations of Mate tea aqueous extract (1%, 2%, and 4% w/v, respectively). Compared to the hyperlipidemic control group, Mate tea reduced significantly the total body weight and lowered serum levels of total cholesterol, triglyceride, and low-density lipoprotein-cholesterol, and caused the elevation of serum levels of high-density lipoprotein-cholesterol. Moreover, activities of superoxide dismutase and glutathione peroxidase in serum were elevated significantly, whereas the levels of malondialdehyde decreased. In addition, Mate tea treatment ameliorated significantly the severe fatty degeneration of liver cells that occurred in the hyperlipidemic groups. The relative levels of sterol regulatory element binding protein 1 and its target fatty acid synthase, as well as acetyl-CoA carboxylase mRNA transcripts were reduced, whereas peroxisome proliferator-activated receptor alpha mRNA transcripts were elevated in the Mate tea groups. Our results suggest that Mate tea exerts strong antioxidant and lipid-lowering effects, prevents hepatic fatty deposition, and regulates the expression of lipid metabolic regulators. It can therefore be used to reduce the risk of atherosclerosis.
Copyright © 2012 John Wiley & Sons, Ltd.

KEYWORDS:

Yerba Mate tea; antioxidant activity; atherosclerosis; hyperlipidemia; serum lipid
PMID:
 
23055269
 
[PubMed - indexed for MEDLINE]

STUDIO SCIENTIFICO: EFFETTI BENEFICI DELLA YERBA MATE SULL'IPERLIPIDEMIA

 2013 Jun;48(6):572-8. doi: 10.1016/j.exger.2013.03.008. Epub 2013 Apr 2.

Beneficial effects of Yerba Mate tea (Ilex paraguariensis) on hyperlipidemia in high-fat-fed hamsters.

Abstract

Yerba Mate tea (Mate), an infusion made from the leaves of the tree Ilex paraguariensis, is a widely consumed beverage in South America. Mate has previously been shown to have hypolipidemic effects. However, its mechanism of action is not well understood. This study was conducted to determine the effect of Mate on hyperlipidemia induced in hamsters by a high-fat diet, as well as its mechanism of action. Fifty male hamsters were randomly assigned to normal control, high-fat control, and high-fat with Mate tea aqueous extract (1%, 2% or 4% w/v) groups. We evaluated the effects of Mate aqueous extract on body weight, serum lipids, antioxidant enzyme activity, lipoprotein metabolism enzyme activity, and gene expression involved in lipid metabolism in hyperlipidemic hamsters. Mate aqueous extract significantly decreased body-weight gain and lowered serum lipid levels in the hyperlipidemic hamster model. Meanwhile, Mate treatment increased antioxidant enzyme activity, improved lipoprotein lipase (LPL) and hepatic lipase (HL) activities in serum and liver, upregulated mRNA expression of peroxisome proliferator-activated receptor α and low density lipoprotein receptor, and downregulated mRNA expression of sterol regulatory element-binding protein 1c and acetyl CoA carboxylase in the liver. The results indicate that Mate tea ameliorates hyperlipidemia partly by reducing lipid peroxidation, improving endothelial function and LPL and HL activities, and modulating the expression levels of genes involved in lipid oxidation and lipogenesis.

martedì 1 luglio 2014

BotanìQ - Tisane per passione

Botanìq - Tisane per passione

Botanìq

Negli ultimi tempi avevo spesso la pancia gonfia, mi sentivo a disagio e questo mi portava malumore, non mi riconoscevo quasi più. Dopo aver cercato di eliminare il più possibile i cibi che potevano causarmi gonfiore ho deciso di fare qualcosa in più affidandomi a Botanìq ed alla loro Tisana Ventre Piatto

Botanìq - I Tesori della Natura nasce dalla passione di un farmacista che dopo anni di ricerche in tutto il mondo ha messo a punto queste formulazioni uniche e inimitabili. Non sono vere e proprie tisane ma alchimie che fondono la sapienza medica con la ricerca del benessere. 

Un momento di benessere diventa un’occasione di gustoso piacere.

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Per godere della naturalezza delle loro tisane non aggiungono aromi artificiali, estratti e vitamine. Solo erbe selezionate e aromi naturali.
Le tisane benessere nascono dopo anni di ricerche per dare un prodotto efficace e sicuro. 

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SGONFIANTE, DIGESTIVA E REGOLARIZZANTE
Questa miscela di piante officinali selezionate contiene sette frutti come il Finocchio o l’Anice noti per le loro proprietà carminative e digestive ed è utile per favorire l'eliminazione dei gas intestinali. Perfetta per chi vuole sentire di nuovo il senso di leggerezza. Il Tarassaco radice ricco in insulina ha una azione probiotica e disintossicante. La Cannella completa l’azione svolgendo una azione antifermentativa che previene i fenomeni intestinali.Ha un aroma fresco e intenso, scoprite questa tisana sorseggiandola lentamente. Ideale dopo pasto, è utile a favorire la naturale funzione digestiva, ed è una valida alternativa al solito caffè o al digestivo per sentirsi leggeri in modo naturale.



La sto prendendo tutte le sere, circa un'oretta prima di andare a letto e sto notando davvero dei miglioramenti nel mio senso di gonfiore e pesantezza.

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sabato 7 giugno 2014

Vino Rosso il paradosso francese

VINO ROSSO.
Il paradosso francese, enunciato in questi ultimi anni, ha messo a rumore il mondo scientifico, in particolare nel settore cardiologico. Infatti si è visto che la mortalità dei francesi causata dalle malattie cardiache, in particolare di quelli che vivono nella regione di Bordeaux, è notevolmente più bassa di quella di altri paesi occidentali, pur in presenza di inquinamento ambientale e di livelli di colesterolo nel sangue simili a questi. Alcuni ricercatori hanno suggerito che questa apparente incongruenza fosse dovuta al fatto che i francesi mangiano forti quantità di verdura e di frutta e anche di olio di oliva, tenendo un tipo di alimentazione simile alla famosa dieta mediterranea, che ha ripetutamente dimostrato di ostacolare l'insorgenza di molte malattie tipiche della società moderna quali le malattie ischemiche del cuore, l'ipertensione arteriosa, le dislipidemie e l'obesità. Studi più approfonditi hanno invece dimostrato che il paradosso francese non è imputabile solo ad un'alimentazione relativamente sana, ma anche e soprattutto alle sostanze contenute nel vino. I dati sulla mortalità cardiovascolare in alcuni paesi europei presentati nella tabella 1 sono indicativi a questo proposito. 
PaeseMalattie cardiovascolari nel maschioMalattie cardiovascolari nella femmina
Germania428144
Olanda412142
Belgio392140
Italia329121
Spagna308117
Francia28283

Il dato francese è sorprendente soprattutto perché la popolazione di questo paese non ha livelli di colesterolo più bassi rispetto ai cittadini degli altri paesi europei, e così pure il fumo di sigaretta e i livelli di pressione arteriosa sia massima sia minima sono praticamente identici a questi. Anche il consumo di grassi nella dieta in Francia è nettamente superiore a quello di paesi come l'Italia e la Spagna, e tuttavia la mortalità cardiovascolare è inferiore. L'analisi delle abitudini dietetiche dei francesi rivela invece che il loro consumo di vino è circa doppio rispetto ai paesi nordeuropei e del 30% superiore a quello di italiani e spagnoli. La differenza dietetica principale tra i francesi e le altre popolazioni esaminate risiede quindi nel consumo di vino, in prevalenza rosso, a causa sia dell'aumento dei livelli di colesterolo HDL, il cosiddetto colesterolo buono, sia della presenza in questa bevanda di sostanze biologicamente assai attive nel ridurre l'incidenza delle malattie cardiovascolari come le procianidine, il resveratrolo e i flavonoidi, di cui la vite da vino è ricca. Queste sostanze inibiscono validamente i radicali liberi, ed è noto che le particelle di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, esposte ai radicali liberi vanno incontro ad un processo perossidativo, che ne causa la precipitazione nella parete delle arterie. Numerose evidenze sperimentali e cliniche indicano che la modifica ossidativa delle LDL è fondamentale per innescare i processi che portano all'aterosclerosi, con calo progressivo dei livelli di vitamina E contenuti nelle LDL e infine con precipitazione di queste ultime nella parete dei vasi sanguigni.
Analisi recenti sembrano dimostrare che le antocianine sono i principali antiossidanti del vino rosso giovane, mentre tale ruolo è svolto dai tannini nel vino bianco e nel vino rosso invecchiato, e che il vino giovane pare avere un potere antiossidante maggiore rispetto a quello invecchiato.
Oltre all'azione antiossidante la vite da vino è conosciuta da tempo per avere una valida azione protettiva sui vasi venosi e in particolare sui capillari. Le antocianidine infatti si fissano elettivamente sulla membrana cellulare delle cellule dei vasi, contribuendo così a stabilizzarla e a proteggerla contro le aggressioni di molti enzimi distruttivi. Sono stati effettuati alcuni studi clinici, per valutare se questi dati ottenuti in vitro fossero trasferibili anche in vivo nell'uomo. Uno studio effettuato su 78 pazienti con malattia varicosa degli arti inferiori ha evidenziato, dopo 30 giorni di terapia, un miglioramento di sintomi quali pesantezza delle gambe, crampi, parestesie, prurito, dolori assai superiore di quello ottenuto col solo placebo.
Un dato molto interessante è che le antocianidine diminuiscono la tendenza all’occlusione coronarica indotta da restringimento di questi vasi sanguigni, potendo così essere utili per ostacolare le malattie ischemiche del cuore. Risultati molto interessanti sono stati ottenuti dallo studio effettuato a Zutphen (Olanda), dove i soggetti di questa località sono stati seguiti per 5 anni allo scopo di valutare la loro mortalità cardiovascolare in seguito all'ingestione di una dieta particolarmente ricca di verdura e frutta crudi e quindi contenente buone quantità di antocianidine e di flavonoidi.
Numerose altre conferme al dato che il consumo moderato di vino rosso sia in grado di ridurre la mortalità cardiovascolare sono venute anche da altri importanti studi di popolazione effettuati nel mondo. D'altronde lo studio MONICA dell'OMS ha evidenziato che i popoli mediterranei sono più protetti, nei confronti della mortalità coronarica, di quelli che bevono analoghe quantità di alcool ma in altre forme diverse dal vino. E tale protezione non poteva essere attribuita solo alle HDL, poiché i loro valori erano sovrapponibili nelle diverse popolazioni esaminate.
Le antocianidine possono essere utili anche in oculistica, particolarmente nei casi in cui vi sia un aumento della sensibilità alla luce. Tali disturbi sono difficilmente controllabili dai farmaci tradizionali e si manifestano con ipersensibilità alle sorgenti luminose e ridotta capacità di visione notturna. In questi pazienti la somministrazione di antocianidine per bocca alla dose di 200 mg. al giorno per 5 settimane ha nettamente migliorato, in confronto al placebo, l'acuità visiva in pazienti fotosensibili sottoposti ad illuminazione acuta. Inoltre le antocianidine possono essere utili in soggetti con stress visivo per attività continua ad un monitor elettronico.
Uno studio recente ha proposto il cosiddetto Polymeal, ossia un’alimentazione contenente vino, pesce, cioccolato scuro, frutta, vegetali crudi, aglio e mandorle. Sono stati usati degli speciali calcoli matematici e statistici per valutare se il Polymeal fosse capace di ridurre il rischio cardiovascolare in pazienti di età vicina ai 50 anni. Si è visto che il Polymeal riduceva il numero di eventi cardiovascolari del 76%. Per l’uomo esso forniva un allungamento dell’aspettativa di vita di 6,6 anni, un aumento dell’aspettativa di vita senza eventi cardiovascolari di 9 anni e un calo dell’aspettativa di vita con eventi cardiovascolari di 2,4 anni. Per la donna i valori suddetti erano rispettivamente di 4,8 – 8,1 e 3,3 anni. Questi dati indicano che il Polymeal può aiutare in modo evidente a ridurre il rischio cardiovascolare nella popolazione.
I dati provenienti dagli studi più recenti indicano che la quantità giornaliera di vino rosso considerata ottimale per avere gli effetti protettivi indicati sopra è di circa 300 cc. nell’uomo e di circa 250 cc. nella donna. Tale effetto protettivo è massimo in chi beve vino rosso tutti i giorni e si riduce progressivamente riducendo il numero di giorni alla settimana in cui si beve il vino rosso. Si pensi che il rischio di essere colpiti da una malattia cardiovascolare si riduce del 23% in chi beve vino rosso ogni giorno e solo del 10% in chi lo beve due volte alla settimana.
EFFETTI COLLATERALI: in rari casi può causare dolori di stomaco di moderata entità, spesso accompagnati da disturbi digestivi. Può anche avere un modesto effetto astringente intestinale, ma ciò accade assai raramente.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: le sostanze presenti nel vino rosso riducono principalmente l’assorbimento intestinale della ciclosporina, un farmaco che viene usato per combattere le reazioni di rigetto in pazienti che hanno subito trapianto di organi, e quindi i suoi livelli nel sangue.
Non va assunto assieme al latte vaccino, poiché esso riduce notevolmente l'assorbimento intestinale delle sostanze utili presenti nel vino.
CONTROINDICAZIONI: nessuna degna di nota.
TOSSICOLOGIA: non sono stati notati effetti tossici causati dalle antocianidine e dal resveratrolo, che sono le sostanze ad azione protettiva sul cuore e sui vasi sanguigni presenti nel vino rosso, nemmeno a dosi 20 volte più alte di quelle con cui si viene normalmente a contatto.

Lo zenzero aiuta la funzionalità digestiva

AglioLo zenzero aiuta la funzionalità digestiva

Antonello Sannia presidente della SIMN (Società Italiana Medicina Naturale)

Uno studio clinico ha valutato l'effetto di un estratto di zenzero sulla funzionalità motoria dello stomaco, sullo svuotamento gastrico, sulla motilità della parte antrale dello stomaco, sul volume dello stomaco e sui sintomi legati a un pasto molto abbondante come pesantezza di stomaco, senso di gonfioresonnolenzaed eruttazioni.
Sono stati arruolati 28 volontari sani, che dovevano ingerire al mattino a digiuno 1200 mg di estratto di zenzero o un placebo, seguito dopo 1 ora da 500 ml di una zuppa a basso potere nutritivo.
Si è visto che nel gruppo che prendeva l'estratto di zenzero l'area antrale dello stomaco si riduceva più rapidamente e che il tempo di svuotamento dello stomaco era più breve, mentre la frequenza delle contrazioni antrali era maggiore sempre rispetto ai soggetti che prendevano il placebo. Anche i sintomi legati a unpasto molto abbondante venivano migliorati dall'estratto di zenzero.
Lo studio indica che l' estratto di zenzero accelera lo svuotamento dello stomaco e stimola le contrazioni della parte antrale dello stomaco nel volontario sano.
Fonte: Wu K.L. et al. Studio nell'uomo per valutare gli effetti dello zenzero sulla motilità dello stomaco e sul suo riempimento. Eur J Gastroenterol Hepatol. 20(5):436-40, 2008.

Estratto di centella per mantenere giovane la pelle

Uno studio clinico ha valutato l’effetto di un prodotto composto dallo 0,1% dimadecassoside estratto dalla centella e dal 5% di vitamina C sull’invecchiamento cutaneo.
Sono state arruolate 20 donne di mezza età sane, che dovevano applicare il prodotto in questione due volte al giorno per 6 mesi, valutando prima e dopo la terapia l’aspetto della cute e il suo aspetto al microscopio.
Al termine dello studio le donne che applicavano la crema in questione mostravano un significativo miglioramento dell’elasticità, della robustezza e dell’idratazione della cute, con un’evidente riduzione dell’entità delle rughe.
All’osservazione microscopica si notava un aumento del connettivo elastico nello strato profondo della cute. Questo miglioramento era presente nel 66% delle donne partecipanti.
Lo studio indica che una crema dermica a base di vitamina C e di madecassoside favorisce il mantenimento dell’elasticità e di un aspetto più giovanile della cute.

FONTE: Haftek M. et al. Exp Dermatol. 17(11):946-52, 2008.
Bè questo è il presidente dell'Uruguay davanti a casa sua. Ha rinunciato a tutti i previlegi ma non alla Yerba Mate. Vorrei vedere Giorgio Napolitano fare visita a questo mitico presidente!

sabato 10 maggio 2014

Frutta e verdura: sette porzioni al giorno sono meglio di cinque

Frutta e verdura: sette porzioni al giorno sono meglio di cinque

frutta verdura
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of epidemiology and community health c’è una forte associazione inversa dose-dipendente tra consumo di frutta e verdura e mortalità, con massimo beneficio a 7 porzioni giornaliere.  Nel 1990 l''Oms consigliava 400 g di frutta e verdura come dose minima giornaliera protettiva contro le malattie cardiovascolari (Cvd) e alcuni tumori, cosa che nel 2003 ha portato al lancio nel Regno Unito della campagna di educazione alimentare “5 porzioni al giorno” di frutta e verdura, seguita a ruota da Francia e Germania. Nel 2007, invece, gli Stati Uniti hanno preferito il messaggio "Fruit & veggies more matters”, basato su linee guida del 2005 che consigliavano un numero variabile di porzioni di frutta e verdura a seconda del fabbisogno calorico individuale. Allo stesso modo il governo australiano ha lanciato nel 2005 la campagna alimentare “Avanti con 2+5”, che consigliava due porzioni di frutta e cinque di verdura al giorno. «Negli ultimi anni c''è stata qualche polemica sul rapporto tra frutta e verdura e mortalità, con implicazioni per la politica sanitaria» osservaJennifer Mindell, ricercatrice al Dipartimento di Epidemiologia e Salute Pubblica dell’University College London e coautrice dell’articolo, ricordando il recente dibattito sui possibili fattori confondenti che potrebbero falsare i risultati. Da qui lo studio sul Journal of Epidemiology and  Community Health, mirato a valutare se il consumo di frutta e verdura diminuisce la mortalità in una coorte rappresentativa a livello nazionale formata da oltre 65mila persone di 35 o più anni, con risultati aggiustati per età, sesso, classe sociale, livello di istruzione, indice di massa corporea, consumo di alcol e attività fisica. Ebbene, i dati raccolti confermano che frutta e verdura riducono i decessi per tutte le cause con effetto massimo a 7 porzioni giornaliere. «Il consumo di verdure è più protettivo, mentre quello di frutta in scatola sembra aumentare i decessi, probabilmente a causa del contenuto in carboidrati aggiunti» conclude la ricercatrice, raccomandando campagne alimentari che consiglino almeno sette porzioni di frutta e verdura sul modello australiano. E Chris Kypridemos dell’Università di Liverpool commenta: «I risultati confermano in modo convincente l''effetto protettivo dose dipendente sulla mortalità del consumo di 7 porzioni giornaliere frutta e verdura. Di conseguenza, l’attuale messaggio britannico che ne consiglia 5 porzioni potrebbe fornire false rassicurazioni e dovrebbe essere aggiornato».

Fonte: http://www.farmacista33.it/frutta-e-verdura-sette-porzioni-al-giorno-sono-meglio-di-cinque/salute-e-benessere/news-50504.html

Ipercolesterolemia: rischio e interventi

Ipercolesterolemia: rischio e interventi

Si parla di ipercolesterolemia quando la concentrazione di colesterolo nel sangue è in eccesso rispetto ai valori considerati fisiologici. Il colesterolo è una molecola lipidica, contenuta in alcuni alimenti e prodotta dal fegato, necessaria alla sintesi di membrane cellulari, bile, vitamina D e di alcuni ormoni tra cui estrogeni, progesterone e cortisone.
CauseSi riconoscono due cause principali all'origine dell'ipercolesterolemia: la familiarità e lo stile di vita. L'aumento del colesterolo (fino a 500 mg/dl) può essere geneticamente determinato ed essere poco, o per nulla, influenzato dalla dieta. Può causare cardiopatia precoce.
Obesità, diabete mellito, alimentazione ricca di grassi saturi, sedentarietà, fumo e alcol sono invece all'origine di un'ipercolesterolemia su cui è possibile intervenire modificando lo stile di vita.
Il rischio cardiovascolare L'ipercolesterolemia è un fattore di rischio riconosciuto per le malattie cardiovascolari (infarto e ictus), una delle principali cause di disabilità cronica e di morte nelle società sviluppate. Quando i livelli sono troppo elevati il colesterolo si deposita sulla parete interna delle arterie favorendo lo sviluppo di aterosclerosi determinando la perdita di elasticità delle pareti dei vasi e la riduzione del lume dove scorre il sangue. La probabilità di andare incontro a una malattia cardiovascolare deve comunque essere valutata complessivamente ponderando sia i fattori non modificabili, come l'età, il sesso e la familiarità, sia quelli su cui è possibile intervenire come le abitudini quotidiane, il peso e la presenza di altre patologie tra cui l'ipertensione. Per identificare le persone che potrebbero beneficiare di una terapia per abbassare il colesterolo, e stabilire in maniera scientifica le probabilità che possano essere colpite nel decennio successivo da una malattia cardiovascolare, il medico utilizza le carte italiane del Rischio cardiovascolare globale assoluto (Rcga) pubblicate dall'Istituto superiore di sanità.
Calcolo dei valoriIl dosaggio del colesterolo si effettua con un prelievo di sangue. Questo lipide non circola liberamente nel plasma ma trasportato da specifiche proteine: le lipoproteine a bassa densità (Low density lipoproteins, Ldl) che distribuiscono il colesterolo a tutti gli organi e le lipoproteine ad alta densità (High density lipoproteins, Hdl), note come "buone", che rimuovono il colesterolo in eccesso e lo portano al fegato dove viene eliminato. Il colesterolo totale, che si calcola sommando i valori di Ldl e di Hdl, si misura in milligrammi per decilitro (mg/dl) oppure in millimoli per litro (mmol/l). Il valore del colesterolo totale definito desiderabile non supera i 200 mg/dl, con Ldl inferiori a 100 mg/dl e Hdl uguale o superiore a 50 mg/dl. È considerato pericoloso se supera il valore di 240 mg/dl. Il controllo periodico è consigliato agli adulti con familiarità per malattie cardiovascolare, obesi, cardiopatici e ipertesi.
Come intervenirePer prevenire le malattie cardiovascolari si deve agire sui fattori di rischio, inclusa l'ipercolesterolemia. Quindi sullo stile di vita, l'alimentazione e il movimento. In casi selezionati lo specialista prescriverà una terapia farmacologica. Anche nel trattamento dell'ipercolesterolemia si parla di prevenzione primaria quando si interviene per evitare che l'evento cardiocircolatorio si manifesti per la prima volta e di prevenzione secondaria per evitare che si ripresenti di nuovo,
Le modifiche dello stile di vita consigliate sono:
  • aumentare il consumo di frutta, verdura e pesce (2-3 volte la settimana); privilegiare i prodotti non raffinati, i legumi e cereali integrali;
  • ridurre l'apporto di grassi animali e di alimenti che lo contengono, limitando il consumo di carne rossa, insaccati, formaggi, frattaglie, burro, panna, tuorlo d'uovo, crostacei;
  • usare poco sale e non abusare di alcol e dolci;
  • tenere il peso sotto controllo;
  • smettere di fumare;
  • rilassarsi;
  • dedicare un po' di tempo all'esercizio fisico (30 minuti di cammino al giorno).
Adottando questi comportamenti, nel giro di alcuni mesi i valori migliorano del 15-20%.
Per le proprietà ipocolesterolemizzanti sono diffusi anche rimedi naturali, come gli integratori che contengono riso rosso fermentato e soia verso i quali occorre cautela in caso di intolleranze.
FarmaciLa terapia farmacologica dell'ipercolesterolemia è cronica. I medicinali di prima scelta sono le statine (pravastatina, atorvastatina, lovastatina, rosuvastatina, simvastatina, fluvostatina, eccetera) che inibiscono l'attività della Hmg-CoA reduttasi, l'enzima coinvolto nella sintesi del colesterolo nel fegato. Gli effetti avversi più noti sono dolori e debolezza muscolare. Appartengono alla classe dei farmaci a effetto ipocolesterolemizzante i fibrati, i sequestranti gli acidi biliari, ezetimibe e analoghi che riducono l'assorbimento del colesterolo dall'intestino.
Domande essenziali
  • Da quanto tempo soffre di ipercolesterolemia?
  • Ha familiarità per malattie le cardiovascolari?
  • Conduce uno stile di vita sano?
Fonte: http://www.farmacista33.it/cont/farmacista33-formazione-contenuti/28154/ipercolesterolemia-rischio-interventi.aspx

Insonnia e cure naturali: gli estratti d’efficacia dimostrata

Insonnia e cure naturali: gli estratti d’efficacia dimostrata


L’insonnia propriamente detta incorre quando una persona per almeno 3 volte alla settimana si risveglia, o stenta ad addormentarsi, entro i primi 30 minuti di sonno. Anche se esistono numerosi approcci cognitivo-comportamentali efficaci contro l'insonnia, in tutto il mondo continuano a essere prescritti molti farmaci ipnotici, soprattutto benzodiazepine. Nei soli Usa se ne consumano dai 15 ai 20 milioni l’anno. Il loro meccanismo d’azione si basa sull’interazione con recettori del Gaba, un neurotrasmettitore endogeno ad azione rilassante. Purtroppo questi farmaci sono connessi a fenomeni di tolleranza e di dipendenza per cui alcuni pazienti optano per le più “sicure” alternative naturali. Tuttavia sicurezza ed efficacia non sempre coincidono anche nelle piante officinali. Ad esempio, il decotto di radice di Valeriana officinalis, secondo l’Emea è sicuro da un punto di vista tossicologico ma non avrebbe riscontri di efficacia scientificamente provata. Sarebbe invece il fitocomplesso ottenuto dalla frazione idroalcolica (sesquiterpenoidi, lignani e flavonoidi) a presentare l’attività positiva sull’innesco e sulla durata del sonno. Il suo meccanismo d’azione prevede interazione con il sistema del Gaba, attività agonista sul recettore A-1 dell’adenosina e il legame al recettore per la serotonina 5-HT1A. In realtà secondo alcuni studi in vitro sembrerebbe che anche l’olio essenziale di valeriana ricco di acidi valerenici e l’estratto acquoso, abbiano elementi in grado di interagire con i meccanismi complessi del Gaba(1). Tuttavia estrapolare questi dati e standardizzarli in campo clinico è difficile a causa dell’instabilità fisico-chimica di alcuni costituenti. È questa la ragione per cui è preferibile assumere estratti secchi standardizzati e idroalcolici (etanolo 70% v/v) di Valeriana officinalis titolata in acidi valerenici. La dose giornaliera, calcolata su base individuale, non deve superare i 500 mg di estratto/die e andrebbe proseguita per almeno 4 settimane. Il farmacista può produrre in forma officinale le capsule di Valeriana estratto secco (e.s.), da sola o in associazione con qualche pianta sinergica come il Luppolo. Infatti è stato provato che un particolare estratto di Humulus lupulus strobili (estratto metanolico al 45% v/v) è in grado di interagire con il sistema del Gaba in modo sinergico alla valeriana potenziandone l’effetto. In più sembra possa fungere anche da agonista per i recettori della melatonina (ML1 e ML2) e per alcuni sottotipi di recettori per la serotonina (5-HT4e, 5-HT6 e 5-HT7)(2).

(1) Snitker JA, Bell WL, Schweain SL, Short RM, Burnham TH. Valerian. The review of natural products. St. Louis: Facts and Comparisons; 1999. p. 1–2. 
(2) Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC), Community herbal monograph on Valeriana officinalis L., radix and Humulus lupulus L., flos. EMA, 2011

Angelo Siviero
Farmacista esperto in fitoterapia e galenica

Fonte: http://www.farmacista33.it/insonnia-e-cure-naturali-gli-estratti-defficacia-dimostrata/fitoterapia/news-48775.htmlinfo@fitovallee.com