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Botanìq-I Tesori della Natura nascono dopo anni di ricerche dalla nostra passione per le piante medicinali. Gli infusi e tisane Botanìq non sono vere e proprie tisane, sono alchimie chefondono la sapienza medica con la ricerca del benessere.
“Miscele preziose e profumate da gustare dolcemente”.
Una infinita distesa di verde che sconfina col cielo. Il profumo dell’erba, del fieno odoroso di innumerevoli pianticelle e piccoli fiori diversi, delle erbe aromatiche disperse pei campi mossi dal vento e scaldati dal sole.Un unico fuoco dell’immensa prateria, il rito tranquillo del tè e del mate, un velo di fumo che sale e che avvolge leggero.
Il tè di rooibos è diventato abbastanza popolare nel mondo per le sue buone proprietà, come quella di far perdere peso, migliorare probemi digestivi e il non possedere caffeina, a differenza di altri tè. Qui puoi apprendere i suoi effetti benefici.
Il tè di rooibos, in realtà, è un infuso, poiché non deriva dalla Camellia Sinensis, ma da un arbusto del Sudafrica.
Si tratta di una tisana dalle eccezionali proprietà, in grado di eguagliare gli effetti - in alcuni aspetti - del tè rosso.
Scopri meglio le sue proprietà.
Il rooibos è ottimo per:
I problemi digestivi e intestinali.
Per rafforzare i denti e le ossa.
Possiede un effetto antiossidante e anti radicali liberi.
Agisce su alcuni problemi della pelle.
È remineralizzante.
Aiuta a perdere peso poiché è un leggero diuretico.
Interviene nella salute della cavità orale, eliminando i batteri.
Riequilibra il sistema nervoso.
Non contiene caffeina e può essere consumato dagli ipertesi.
Molte delle proprietà attribuite al tè rosso Pu Erh derivano dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) Una medicina basata su 5 elementi che divide gli alimenti in molto caldi, caldi, neutri, freschi e freddi...
Molte delle proprietà attribuite al tè rosso Pu Erh derivano dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Una medicina basata su 5 elementi che divide gli alimenti in molto caldi, caldi, neutri, freschi e freddi.
Dal punto di vista scientifico non è stato dimostrato nulla, anche se non si può negare, dopo tanti anni di ricerca, l'efficacia delle proprietà di una pianta.
Bayer e la Medicina Tradizionale Cinese
La multinazionale farmaceutica, famosa per l'aspirina, ha intrapreso degli accordi di cooperazione scientifica e tecnica con la Cina.
I ricercatori di Bayer hanno lavorato e continuano a lavorare con gli scienziati dell'Istituto Kunming di Botanica dello Yunnan con l'obiettivo di trovare nuovi principi attivi nelle erbe utilizzate da millenni nella medicina tradizionale cinese.
Esistono già dei successi, come nel caso del principio attivo acarbosio, una sostanza naturale che viene applicata nel trattamento del diabete.
L'approccio utilizzato per giudicare i meccanismi di azione nella Medicina Tradizionale Cinese si differenzia molto da quello occidentale. Mentre la MTC ha una visione olistica, che contempla l'essere umano come un tutto, la medicina occidentale si concentra sul principio di causa ed effetto.
Anche se i due paradigmi sono inconciliabili, questo fatto è un chiaro esempio dell'interesse che le multinazionali farmaceutiche presentano verso le conoscenze ancestrali della Medicina Tradizionale Cinese.
Proprietà del Tè Rosso Pu Erh - Perdere Peso
Alcune delle proprietà che per millenni i cinesi hanno attribuito al Tè Rosso Pu Erh sono state confutate e accettate dal paradigma fisico-chimico della nostra medicina occidentale.
Queste proprietà del Tè Rosso Pu Erh sono:
Perdere peso. Le fonti citano l'Istituto di Medicina Kunming dello Yunnan (Cina) come uno dei centri che ha dimostrato scientificamente questa proprietà del tè rosso Pu Erh.
Anche l'Ospedale St. Antoine di Parigi ha lavorato su questa linea.
Sembra che la perdita di peso si produca seguendo una dieta normale e che i risultati siano permanenti.
Mentre la Medicina Tradizionale Cinese spiega questa proprietà del tè rosso Pu Erh con ragioni energetici, la medicina occidentale la giustifica con l'accelerazione del metabolismo del fegato.
Riduzione del livello di grassi nel sangue. Come nel caso precedente, sia l'Istituto di Medicina di Kunming, sia l'Ospedale St. Antoine risultano i principali rappresentanti scientifici ad aver sperimentato questa proprietà del tè rosso Pu Erh.
Rafforzamento e attivazione del metabolismo del fegato.Rinforza a tal punto il metabolismo del fegato che secondo alcuni medici francesi è capace di ridurre il livello dell'alcool nel sangue più rapidamente.
Sicuramente stai pensando ai festaioli del week end provvisti di tè rosso Pu Erh per passare i controlli dell'alcool test ;-)
In ogni caso non si salverebbero dalla sanzione poiché ci vogliono due ore per ridurre dello 0,45% l'alcool nel sangue.
Questo studio prova che il tè attiva il metabolismo del fegato.
Altre proprietà del tè rosso Pu Erh
Tra le utilità che la tradizione cinese ha dato al Tè Rosso Pu Erh troviamo:
Prevenzione dalle infezioni.
Digestione facilitata degli alimenti grassi.
Disintossicazione e depurazione.
Rinforzo del sistema immunitario.
Utilizzato tradizionalmente in Cina contro le bruciature, con uso esterno.
Innalzamento dello stato d'animo.
La nostra esperienza con il tè rosso Pu Erh
Personalmente non possiamo confermare i suoi effetti benefici per perdere peso, in quanto non lo abbiamo bevuto in maniera costante per un tempo prolungato.
Quello che abbiamo provato, invece, è il suo grande effetto diuretico, con un consumo dalle 3 alle 4 tazze al giorno.
Come sempre accade, le esperienze sono uniche e intrasferibili, quindi raccomandiamo, nel caso tu voglia integrare il Tè Rosso Pu Erh nella tua dietaper perdere peso, di visitare uno especialista.
Nessuno più di lui conosce il tuo metabolismo e le tue necessità per perdere peso.
-Istituto di Medicina di Kunming : Pechino Lu, nº 525, Cina. -Gruppo Bayer: Leverkusen, Germania -Ospedale Saint-Antoine: 184, Rue du Fbg St Antoine , 75012 Parigi, Francia. -"Pu Erh, il Tè Rosso cinese. Dimagrisci guadagnando energia". Autore: WEIHOFEN, JURGEN. Casa editrice: VIDA KINESIOLOGIA
Il decalogo per un corretto utilizzo delle erbe in terapia curato dal Ministero della Salute e dell’Agenzia Italiana del Farmaco:
1.Naturale non è sinonimo di innocuo: esistono infatti anche piante tossiche, altre responsabili di effetti collaterali noti, o con specifiche controindicazioni.
2.Non dovrebbero essere mai utilizzate le erbe raccolte spontaneamente, bensi quelle garantite da un esperto e quindi vendute attraverso i normali canali di vendita (farmacia).
3.L’assenza di controllo di qualità può essere causa di contaminazioni (durante la lavorazione) ed errori nell’identificazione delle specie medicinali.
4.La maggior parte delle preparazioni empiriche e tradizionali a base di erbe è priva di documentata efficacia, mentre i prodotti erboristici gli integratori alimentari non hanno il ruolo di medicinali vegetali.
5.Le erbe medicinali in quanto contenenti sostanze biologicamente attive, vanno assunte sotto il controllo medico o del farmacista.
6.I trattamenti a base di erbe vanno evitati in gravidanza o allattamento, per mancanza di studi sulla loro innocuità a lungo termine.
7.Neonati, bambini e anziani non dovrebbero usare erbe medicinali senza il controllo medico.
8.L’automedicazione con prodotti a base di erbe dovrebbe essere comunque di breve durata; (i rischi altrimenti possono essere ritardo nella diagnosi e/o terapia sicura ed efficace; aggravamento per sospensione della terapia convenzionale.)
9.Erbe e preparati vegetali possono interagire con molti farmaci (il ginseng causa aumento di efficacia del warfarin e degli ipoglicemizzanti orali) .
10.Prima di iniziare un trattamento a base di erbe è necessario che il medico venga informato riguardi particolari condizioni patologiche, allergie o terapie farmacologiche in atto (le piante contenenti salicilati come Spirea, Betulla, Salix alba non vanno mai usate nei pazienti allergici all’aspirina).
La medicina è amara, si sa. Nel mondo delle piante officinali, in realtà, ci sono molte tisane dal sapore così gradevole che berne un tazzone è un beneficio decisamente piacevole. Poi ce ne sono alcune poco gradevoli. Infine ce ne sono poche decisamente sgradevoli; una in particolare, più di tutte le altre, è così cattiva che berla senza la molletta al naso è quasi impossibile: il Carciofo(Cynara scolymus L.). Attenzione, non stiamo parlando delle brattee che proteggono il fiore, cioè la parte che mangiamo con molto gusto nelle tipiche ricette alla romana e alla giudia; la drogadel Carciofo (cioè la parte utilizzata a scopo medicinale) è costituita dalle foglie. Nonostante il loro saporaccio, le foglie di Carciofo si sono utilizzate per millenni e si continuano ad usare ancora oggi, perché sono un vero toccasana.
Il Carciofo è da sempre apprezzato perché coleretico e colagogo, cioè aumenta la quantità di bile prodotta dalle cellule del fegato e la quantità di bile secreta dalla vescichetta biliare. Per questo è da sempre usato come drenante e depuratore del fegato. Inoltre è un efficace epatoprotettore, perciò è usato per prevenire i danni al fegato. Ma il Carciofo è apprezzato anche come depurativo metabolico: è in grado di diminuire la produzione di colesterolo e trigliceridi. Inoltre, il Carciofo riduce l’azotemia, ovvero la quantità di urea nel sangue (migliora la capacità del fegato di metabolizzare l’urea, stimolandolo a formare molecole azotate più facilmente eliminabili per via renale).
Infine essendo molto amaro, come altre piante depurative del fegato, ha un effetto stimolante sulla secrezione dei succhi gastrici. Questo, unito alle proprietà coleretica e colagoga, lo rende in grado di migliorare tutto il processo digestivo.
La tisana di Carciofo si prepara per decozione: bisogna far bollire 1 cucchiaio di foglie per 5 minuti, poi si spegne il fuoco e si lascia in infusione per altri 10 minuti. Se ne consigliano 2 tazze al dì. Bere con una molletta al naso. No davvero, è un toccasana impareggiabile, ma è anche la tisana più cattiva di tutte. Se si vogliono stimolare i processi digestivi, l’ideale è assumerlo 20-30 minuti prima dei pasti principali (così da renderlo un vero aperitivo).
Possibili controindicazioni e interazioni In caso di occlusione delle vie biliari o di calcoli biliari non andrebbe assunto o andrebbe assunto sotto stretto controllo medico. Non va assunto dalle donne in allattamento. Fare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci gastrolesivi (per l’azione stimolante sulla secrezione dei succhi gastrici).
Il carciofo è un' erbacea perenne robusta che raggiunge l’altezza di 2 m. Ha foglie grandi, composte, di colore verde grigio-argenteo, cospicue teste fiorali di colore porporino. Si tratta del comune ortaggio di cui, a scopo alimentare si mangiano i fiori non ancora sbocciati, e a scopo medicinale le foglie. Originario dell’Europa, ora ampiamente coltivato.
Principi attivi di riferimento del carciofo
I principi attivi del carciofo sono gli acidi caffeilchinici, quali acido clorogenico.
Attività principali del carciofo
Il carciofo è un epatoprotettore, tonico epatico, coleretico, colagogo, amaro tonico, ipocolesterolemico, diuretico, depurativo.
Uso del carciofo
Il carciofo è utile nei disturbi digestivi (quali mal di stomaco, nausea, sensazione di sazietà, flatulenza) e disturbi epatobiliari. Coadiuvante di una dieta povera di grassi nel trattamento delle dislipidemie (colesterolo e trigliceridi elevati) da lievi a moderate.
Note
Ipersensibilità ad altre piante della famiglia delle Compositae. In caso di calcoli biliari assumere solo sotto controllo medico.
Buono non solo a tavola
È uno degli ortaggi più antichi infatti viene coltivato sin dai tempi dei greci e dei romani. Mentre si utilizzano a scopo alimentare il fiore e parzialmente il gambo (molto ricco di sostanze prebiotiche quali l’inulina), a scopo medicinale si utilizzano le foglie (molto amare).
Attività delle sostanze amare
Le piante ricche di principi attivi amari sono ben note per la loro attività digestiva, si pensi alla Genziana, o all’Artiglio del diavolo citato precedentemente o appunto al Carciofo. Quando le sostanze amare entrano in contatto con appositi recettori (recettori dell’amaro) presenti sulla lingua stimolano, si ritiene per via nervosa-riflessa, un aumento sia delle secrezioni digestive che probabilmente della motilità intestinale. In altri termini: attivano la digestione. In caso di disturbi digestivi, quali digestione lenta, pesante, vanno idealmente assunti prima dei pasti, circa 15-30 minuti. Sebbene le preparazioni liquide o in generale quelle che permettono un contatto con i recettori dell’amaro, siano quelle più efficaci, chi non sopporta o non gradisce l’amaro può comunque assumere queste piante anche in altre forme (capsule etc.). Infatti, gli efetti delle piante amare assunte in questo modo sono ancora sufficienti per aiutare e stimolare i processi digestivi.
Pianta erbacea annuale, alta fino a 40 centimetri, a fusto eretto e ramificato con foglie bipennatosette e fiori raccolti a formare capolini dal lungo peduncolo. Alla periferia del capolino ci sono i fiori femminili bianchi e ligulati, mentre al centro si trovano quelli tubulosi di colore giallo. La Camomilla cresce spontanea in tutto il continente europeo, si trova comunemente nei luoghi erbosi, lungo le strade campestri e le siepi e fiorisce da Maggio a Settembre.
Principi attivi di riferimento della camomilla
I capolini della camomilla contengono un olio essenziale (0,5-1,5%) costituito principalmente da camazulene e alfa-bisabololo; derivati flavonici quali apigenina-7-glucoside (0,5% circa), cumarine (erniarina e umbelliferone), acidi fenolici e polisaccaridi (fino al 10%).
Attività principali della camomilla
La camomilla ha attività antinfiammatoria, antispasmodica, antimicrobica, antiulcerogenica, cicatrizzante e blandamente sedativa.
Uso della camomilla
Tradizionalmente utilizzata come blando sedativo la camomilla è indicata nel trattamento sintomatico dei disturbi gastrointestinali quali spasmi minori, distensione epigastrica, flatulenza ed eruttazione. Esternamente si può utilizzare nelle lievi infiammazioni ed irritazioni cutanee e della mucosa, comprese cavità orale e gengive (colluttori), tratto respiratorio (inalazioni) e aree genitali e anali (bagni e unguenti).
Note
Ipersensibilità ad altre piante della famigli adelle Compositae (Asteraceae).
La camomilla non è solo "pianta della buona notte"
La camomilla è forse la pianta officinale più presente nella dispensa delle nostre case: il suo infuso profumato e fumante è così legato ai nostri ricordi serali da farcela considerare per antonomasia "pianta della buona notte". Ma tanto è antica e familiare che non ci rendiamo conto della sua importanza come pianta officinale. Nel Papiro di Ebers (ca. 1550 a.C.) è documentato il suo uso fin dai tempi degli Egizi, viene descritta costantemente negli antichi erbari, è stata utilizzata da Ippocrate, Dioscoride, Galeno, Paracelso e così via, sino ai nostri giorni. In realtà la Camomilla è importante per le proprietà antiinfiammatorie ed antispastiche esercitate sull'apparato digerente, e queste unite a quella di conciliare il sonno, ne fanno un rimedio prezioso anche per l'infanzia. Spesso infatti sono proprio disturbi come le piccole coliche, così frequenti in tutti i bambini, ad impedire un buon sonno. Sempre per l'azione antiinfiammatoria e lenitiva i preparati a base di Camomilla vengono anche molto utilizzati nell'uso esterno, in modo particolare nei casi di lievi infiammmazioni e irritazioni cutanee (come alcune forme di dermatiti comuni) e della mucosa, comprese cavità orale e gengive e il tratto respiratorio (inalazione). I composti responsabili dell'attività farmacologica della Camomilla sono concentrati nel capolino, comunemente definito fiore della camomilla. In realtà questo è una infiorescenza che raccoglie i due fiori veri della Camomilla: i fiori tubulari gialli che formano il ricettacolo dalla caratteristica forma conica e i fiori bianchi ligulati (ligule) che sono posizionati verso l'esterno dell'infiorescenza e costituiscono i cosidetti petali. Nel capolino le sostanze attive hanno una particolare distribuzione. L'olio essenziale ricco in α-bisabololo, sesquiterpeni ciclici eterei, oltre a cumarine, esteri e azulene che si forma dalla decomposizione della matricina durante il processo di estrazione (distillazione in corrente di vapore) e che dona all'olio una colorazione blu è contenuto nell'intero capolino e in modo particolare nei fiori tubulari gialli, mentre le ligule sono la porzione del capolino più ricca in flavonoidi (apigenina, luteolina). Separando le ligule dal resto del capolino si possono ottenere quindi estratti particolarmente ricchi in flavonoidi e caratterizzati da un elevato profilo di sicurezza.
Il the verde è un grande arbusto che di norma viene tagliato ad 1,5 m per facilitare la raccolta; foglie lucenti, fiori bianchi. Originaria dell’Asia meridionale ed orientale. Si ottengono commercialmente tre tipi di the: il the nero (fermentato ed essiccato), il the verde (trattato col calore e rapidamente essiccato), il the oolong (semifermentato). La fermentazione è dovuta a diversi processi di ossidazione che cambiano il colore del the, la sua composizione e il suo aroma.
Principi attivi di riferimento del the verde
I principi attivi del the verde sono la caffeina (circa 2-4%), altre metilxantine, e fino al 30% di composti fenolici quali ad esempio l’epigallocatechingallato.
Attività principali
Stimolante (per la caffeina e metilxantine), antiossidante (per i polifenoli), diuretico.
Uso
Come stimolante. Nel sovrappeso, nella ritenzione idrica, come antiossidante per ridurre gli effetti negativi dei radicali liberi.
La differenza tra the verde e the nero
Un aspetto che a volte risulta poco chiaro è la differenza tra The verde e The nero. In particolare viene a volte domandato se è vero che il The verde non contiene teina/ caffeina. In effetti come si vede dalla scheda il The verde contiene caffeina (un minimo del 2%) e più o meno nella stessa quantità del The nero. La pianta è assolutamente la stessa così come la parte raccolta che sono generalmente le foglie, l’unica evidente differenza è che il The nero subisce un processo di fermentazione. Il The verde si ritiene abbia un più spiccato potere antiossidante anche se quello del The nero non è trascurabile.
Osservazioni sul tempo di infusione
È interessante osservare cosa accade durante un’infusione di The verde. Un’infusione breve, da 30 secondi ad un massimo di 2 minuti, porta ad una bevanda lievemente colorata e con un altrettanto delicato aroma e gusto. Se il tempo di infusione si prolunga fino ad esempio a 10 minuti, il colore diventa più scuro giallo intenso/giallo brunato ed il gusto diventa meno delicato e notevolmente più astringente. È evidente che nel primo caso, infusione breve, si estraggono pochi polifenoli (tra cui tannini dalle proprietà astringenti), che invece abbondano nel secondo caso. Per quanto riguarda la caffeina invece essa viene estratta molto bene già con una breve infusione. Quali conclusioni possiamo trarre da queste osservazioni? Un’infusione breve estrae già efficientemente la maggior parte della caffeina e pochi polifenoli, quindi avrà effetto stimolante e poco antiossidante, un’infusione lunga invece avrà maggior attività antiossidante pur rimanendo stimolante. Quindi se si desidera assumere il The verde per le sue proprietà antiossidanti, l’infusione dovrebbe essere prolungata, tuttavia non troppo da rendere la bevanda poco gradevole.
HABITAT: si trova lungo le coste dei mari temperati e freddi dell'emisfero nord, ed è particolarmente abbondante nel canale della Manica. PARTE USATA: il tallo. PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in iodio totale min 0,05% (Farmacopea Italiana X), la cui dose giornaliera va da 6 a 10 mg per kg di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni, una al mattino al risveglio e l'altra nel primo pomeriggio. L'assunzione giornaliera di iodio non deve superare, nell'adulto, i 120 microgrammi. COMPOSIZIONE CHIMICA: l'alga marina è ricca di iodio (0,05-0,2%), presente sia in forma libera sia legato a proteine e a lipidi oppure legato ad alcuni aminoacidi. Contiene anche discrete quantità di fibre vegaetali chiamate alginati. PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione dimagrante e anticellulite: è soprattutto impiegato come dimagrante e come anticellulite. Infatti lo iodio che la pianta fornisce viene captato dalla tiroide, che lo utilizza per la sintesi degli ormoni tiroidei. Questa pianta è quindi in grado di aumentare la produzione di questi ormoni, che hanno azione catabolica su tutti i metabolismi e in particolare su quello lipidico. Ciò significa che essi aiutano l'organismo a bruciare i grassi, in particolare quelli in eccesso depositati nel tessuto sottocutaneo, e questo è il motivo principale grazie al quale l'alga marina svolge azione dimagrante e anticellulite.
Azione prevalente: stimolante tiroidea e quindi dimagrante.
Altre azioni: anticellulite.
EFFETTI COLLATERALI: un dosaggio elevato può causare ipertiroidismo con tremori, irritabilità, tachicardia, insonnia e ipertensione arteriosa. In rari casi può causare reazioni allergiche anche gravi. CONTROINDICAZIONI: E' controindicato nel paziente cardiopatico, in particolare se portatore di aritmie tachicardiche, nell'ipertensione arteriosa grave, in gravidanza e durante l'allattamento. Non va usato in pazienti portatori di malattie tiroidee caratterizzate da un funzionamento della ghiandola superiore al normale, come ad esempio il morbo di Basedow. Va usato con molta cautela nel bambino al di sotto dei 12 anni di età. INTERAZIONI CON FARMACI: nessuna significativa. DATI TOSSICOLOGICI: non disponibili.
BIBLIOGRAFIA.
Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
Brigo B. Fitoterapia e gemmoterapia nella pratica clinica. Ed. La Grafica briantea. III edizione, 1988.
Bergeret C., Tetau M. La nuova fitoterapia. Ed. Del Riccio, Firenze, 1983.
Patankar M.S. et al. A revised structure for fucoidan may explain some of its biological activities. J. Biol. Chem. 268, 21770-21776, 1993.
Lamela M. et al. Hypoglycaemic activity of several seaweed extracts. J. Ethnopharmacol. 27, 35-43, 1989.
Un consumo moderato di vino rosso aumenta notevolmente i livelli di Omega 3
Antonello Sannia presidente della SIMN (Società Italiana Medicina Naturale)
Il consumo moderato di alcool e gli acidi grassi della serie omega 3 sono associati con una minore mortalità coronarica.
In questo studio è stata valutata la correlazione tra l'ingestione di vino rosso e i livelli di acidi grassi omega 3 nel sangue in pazienti con cardiopatia ischemica, tenuti a una dieta ricca di acido alfa linolenico, il più diffuso acido grasso omega 3 presente nei vegetali.
I pazienti dovevano compilare un questionario specifico per accertare il loro consumo quotidiano di vino rosso.
Si è notato che con l'aumentare dell'ingestione di vino rosso aumentavano anche i livelli di omega 3 nel sangue, con un aumento di acido eicosapentaenoico (EPA) (uno degli acidi grassi della serie omega 3) incrementato del 50%.
La dose di vino rosso che aumentava maggiormente i livelli di omega 3 e di EPA in particolare era di circa 250 cc al giorno.
Lo studio indica che un consumo moderato di vino rosso aumenta notevolmente i livelli di omega 3 e in particolare di EPA nel sangue in pazienti con cardiopatia ischemica.
Fonte: De Lorgeril M. et al. Studio per valutare la correlazione tra l'ingestione di vino rosso e i livelli di acidi grassi omega 3 nel sangue in pazienti con cardiopatia ischemica. Am Heart J. 155(1):175-81, 2008.